lunedì 5 maggio 2014

"A bella! Sei così sexy che non te vedo la faccia a causa delle tue bombe grandi grandi!"

Un imprenditore del nord, che vende i suoi prodotti direttamente in televisione su un canale minore senza pagare niente di tasse, e un finanziere del sud, ligio al dovere e sempre a caccia di evasori, entrano in contatto perchè i loro figli, entrambi artisti, condividono un appartamento a Parigi. Il giorno della consegna dei diplomi dell'istituto d'arte frequentato dai due sarà la scusa per un viaggio nella capitale francese in cui si incroceranno vite destini e amori di due famiglie apparentemente inconcibiliabili.
Adulti che si comportano come bambini contrapposti a ragazzi dai sentimenti maturi e dalle molte certezze sul proprio futuro professionale e personale, ovvero l'impianto classico della commedia sentimentale italiana, quella che oppone ad una coppia di comici, le cui scene consistono in una sequela di gag, una parte più narrativa lasciata alla storia d'amore giovanile. Più passa il tempo più il cinema di Massimo Boldi conferma i sospetti su quale fosse la parte del cinema natalizio a lui imputabile nelle (in)finite scorribande in coppia con Christian De Sica<. In Matrimonio a Parigitorna infatti quel modo di leggere la realtà attraverso lenti vecchie di decenni, accettabili solo da un pubblico molto maturo o molto giovane ma dalle idee molto antiquate.Sotto la direzione di Claudio Risi quest'ennesima variazione spuria del cinema natalizio, che ogni anno allontana un po' di più la propria uscita dal 25 dicembre, riporta sul grande schermo razzismo strisciante, omofobia, pregiudizi mascherati da maschere della commedia dell'arte e gag scatologiche. Un tipo di umorismo popolare da caserma che fortunatamente sempre di più ci stiamo lasciando alle spalle. Di fronte a tutto questo il fatto che il film non faccia ridere passa in secondo piano, tanto quanto la palese volontà di farne una commedia più di parole che di azione o ancora la volontà di ribaltare alcuni tra gli stereotipi più innocui che ci siano.Massimo Boldi gira le medesime gag nei medesimi filmda quasi 30 anni, con immutata fortuna, fortunatamente però se non cambia lui o il suo pubblico, lo fa il resto del cinema italiano. Un panorama differente di commedie ad alto impatto, grande successo e capacità di parlare a tutti i tipi di pubblico si è affacciato, di colpo emarginando un prodotto come Matrimonio a Parigi, che oggi appare ancora più vecchio di ieri. E l'idea di inserire innesti provenienti dal cinema più giovanile, dalla televisione seguita da un audience moderno  e infine da YouTube non fanno che evidenziare con forza ancora maggiore la lotta per la sopravvivenza di un cinema anacronistico, girato e scritto da over 60 con idee da anni '70.

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