Sette spose per sette fratelli (Seven Brides for Seven Brothers) è un film del 1954 diretto da Stanley Donen.
Sulle montagne di un non meglio specificato villaggio dell'Oregon
vivono i sette fratelli Pontipee, tutti giovani e ancora scapoli,
preoccupati più di spaccar legna e menar le mani che non di trovar
moglie.
Adamo, il fratello maggiore, si rende conto che una presenza
femminile è indispensabile, soprattutto per tenere la baita pulita e per
poter mangiare dei pasti decenti. Di conseguenza, quando scende al
villaggio a valle per acquistare provviste, decide di trovare la sua
futura moglie. La ricerca lo porta a conoscere Milly, la cameriera
dell'osteria-locanda del villaggio: tra i due scocca il colpo di
fulmine, coronato da immediate nozze.
Durante il viaggio per raggiungere la dimora dei Pontipee, Adamo non
rivela a Milly dell'esistenza dei fratelli. Non appena messo piede nella
casa del marito, Milly si rende conto della situazione: Adamo
sembrerebbe averla sposata solo per avere una sorta di sguattera per sé e
per i fratelli. Solo la decisione di Adamo di dormire su di un albero,
per lasciarla tranquilla, la persuade dei veri sentimenti del marito e
del suo rispetto verso di lei.
I primi giorni non sono comunque facili: i fratelli Pontipee sono ben
poco avvezzi alle buone maniere a tavola e alla pulizia personale e
degli abiti... ma la buona cucina di Milly e le sue drastiche maniere
(laddove occorrano, per correggere le cattive abitudini dei cognati)
cominciano ad avere positivi effetti sul comportamento di tutti. Milly
insegna ai fratelli del marito a ballare e a corteggiare le ragazze con
galanteria e finezza.
Arriva il giorno della festa del paese: Milly, Adamo e gli altri sei
scavezzacolli (finalmente sbarbati, ripuliti e vestiti adeguatamente per
l'occasione) scendono al villaggio, dove è in programma una gara di
velocità con i giovanotti della valle, che consiste nella costruzione di
un magazzino in legno. La competizione è preceduta da un ballo, durante
il quale i Pontipee dimostrano la propria abilità alle ragazze che
hanno appena conosciuto e cominciato a corteggiare. La costruzione del
magazzino, il cui premio è una deliziosa vitellina, finisce però in una
gigantesca rissa: i Pontipee, invisi ai giovanotti del villaggio per le
conquiste fatte in così breve tempo tra le ragazze, finiscono per fare a
pugni con i rivali, con la conseguenza che l'abbozzo di magazzino
appena tirato su finisce distrutto e sul terreno rimangono parecchi
valligiani pesti e malconci.
Tornati alla loro baita in montagna, Milly si prende cura dei cognati
feriti. I fratelli di Adamo non hanno comunque altro pensiero che le
ragazze incontrate al villaggio, dato che ognuno di loro, nel cuore, ha
già scelto la propria futura consorte. Neanche uno tra loro osa però
farsi avanti, poiché tutti sanno che i genitori delle ragazze non
acconsentirebbero mai al matrimonio con dei rozzi taglialegna di
montagna.
Adamo, tra il comprensivo e il derisorio, ricorda allora ai fratelli
la storia del ratto delle Sabine e li istiga a regolarsi allo stesso
modo, dicendo loro che una volta che le ragazze saranno state rapite e
portate nella loro baita, i loro genitori non potranno più opporsi al
matrimonio.
Detto fatto, i fratelli si organizzano e portano a compimento il
"sequestro", ma con una dimenticanza gravissima: non rapiscono il
pastore protestante che dovrebbe sancire le unioni.
Le ragazze dovranno così svernare nella casa dei Pontipee, poiché il
passo tra le montagne che porta al villaggio è stato ostruito durante la
fuga da una valanga e solo il disgelo primaverile potrà ristabilire i
collegamenti.
Milly è furente per l'accaduto e se la prende con Adamo, che ha
istigato i fratelli; le ragazze sono furenti con i sei fratelli... e i
sei fratelli vengono sfrattati di casa da Milly ed obbligati da
quest'ultima a dormire nella stalla, per rispetto delle ragazze.
Frattanto Adamo, rabbioso per le terribili parole della moglie, decide
di andarsene ad attendere primavera in una baita in alta montagna.
I mesi passano, le ragazze cominciano a conoscere meglio e ad
apprezzare i sei uomini, arriva la primavera. I genitori delle rapite,
non appena il passo di montagna risulta aperto, non pongono tempo in
mezzo e radunano concittadini, cavalli ed armi per andare a riprendersi
le figlie. I Pontipee, ricondotti alla ragione da Adamo (nel frattempo
ritornato e scopertosi padre di una bimba che Milly ha da pochi giorni
dato alla luce) prendono la decisione di riconsegnare le ragazze
pacificamente. Non possono correre il rischio di ferire, durante una
eventuale sparatoria, i parenti delle sei giovani.
Ma le sei ragazze non intendono ritornare dai parenti e si impuntano
per restare con i loro ragazzi; i Pontipee devono acciuffarle per ogni
dove, così da poterle caricare sul carro e riportarle al villaggio.
Proprio durante questa generale colluttazione arrivano i parenti, che
credono le loro figlie vittime di violenza e bloccano i sei Pontipee
tenendoli sotto il tiro dei fucili.
Proprio nel momento critico si sente echeggiare il pianto della figlioletta di Milly e Adamo.
Di chi sarà mai quella creatura? Il pastore, che ha accompagnato i
suoi concittadini, spera che il neonato non sia di una delle ragazze,
perciò le incoraggia a confessare ("poco fa abbiamo sentito piangere un
bambino, di chi è?"), ma per tutta risposta le sei fanciulle gli
rispondono all'unisono: "MIO!".
Non potendo sapere che la piccola è figlia dell'unica coppia già
legittimamente sposata, le nozze riparatrici si rendono obbligatorie per
tutte e sei le ragazze e per i sei fratelli, che raggiungono Adamo e
Milly nel felice universo del matrimonio.

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